lector9

Chiedimi del linguaggio con cui parlano le cose.
Chiedimi se esiste un modo di sovrapporci, e diventare infallibili.
Chiedimi se hai ragione quando mi senti spaccata.

Ho smesso sì di lottare inutilmente. Io non ricordo molto.

Non ho mai avuto buona memoria. E così son salva.

Non ricordo nemmeno le parole dette poco fa.

Ho voluto cambiarmi senza mai riuscirci,
mi hanno insegnato i sensi di colpa e la rabbia che ti lasciano.

Non subisco il fascino del potere e bevo a tavoli di stolti quasi sempre,
che siano essi coscienti o meno.

Sono braccata in un moto che ho accettato perché lo volevo,
l’ho cercato, perché è il mio.

Inutilmente mi chiedo cosa farò,
perché lo sto già facendo e riesco a distinguermi
ed anche ad accettarmi a volte,
ma non a smettere di pensare però.

Penso sempre troppo.

Non sono mai stata uguale eppure ho vissuto stessi circoli.

E allora farò da me,
non penserò che al niente,
non inventerò più modi per reagire.

Sarò battuta, plasmata, senza più segnali o accenni d’esistenza.
Sarò così, inerme, come un pulsare spento.

Eppure i solchi, li vedevo lucidi su di me.
Mappature dell’io a ricordare il tracciato, il lasciato, il desiderato, che non c’è più.
E poi, seguendo le impronte, capire che tutto è congiunzione, tutto è ritorno.

Non è sacrificio una cicatrice: è solo tutto quello che rimane. Tutto quello che mi somiglia.

Se fossi stata intera, sarebbe mancato qualcosa.

Solidea Ruggiero, Spaccata, tratto da Io che non conosco la vergogna

Written by Edicola