Il 18 ottobre 2019 sono iniziate in Cile le contestazioni che hanno portato, a luglio 2020, all’elezione di una nuova Assemblea Costituente, presieduta oggi dalla linguista e attivista mapuche Elisa Loncón. Nel secondo anniversario di quel giorno pubblichiamo un articolo in cui Cynthia Rimsky, autrice del romanzo Il futuro è un posto strano, racconta come il famoso ordine sociale cileno, tanto apprezzato all’estero, si sia in quei giorni definitivamente rotto, lasciando uscire la protesta che covava da tempo. La traduzione è di Alice Rifelli.

 

Noi cileni siamo abituati ai terremoti e quello che si è verificato il 27 febbraio del 2010, alle 3.34 della mattina, è sembrato uno dei tanti.
Giorni dopo, durante un programma TV della mattina, un esperto lo battezzò il “terremoto bugiardo”. Camminavi per le strade di Santiago e tutte le case e gli edifici si mostravano intatti, mentre i marciapiedi erano pieni di macerie. Non si capiva da dove venissero.
Forse è stato il nuovo metodo di costruzione o un tipo di movimento speciale delle placche tettoniche, il fatto è che la distruzione ha colpito gli interni delle case mentre le facciate sono rimaste illese. 
Il governo si è comportato come se la distruzione degli interni non fosse affare dello stato. Ci ha lasciato soli. Per questo non ci sono statistiche sui danni. Ricordo di aver visto in TV una famiglia della classe media che come altre stava vivendo in una tenda nel giardino del proprio edificio. Divenne una gag il giornalista che passava di là tutte le mattine per chiedere cosa c’era a pranzo e ai ragazzi come era andata a scuola. Quando iniziò a far freddo, le persone che erano ancora senza casa sparirono dalla TV, dalla radio, dai giornali, gli stessi mezzi di comunicazione di cui per mesi avevano alimentato gli indici d’ascolto.
Ricordo che quando andavo a far visita a mio padre alla casa di riposo passavo davanti a uno dei tanti edifici che avevano dovuto sgomberare e vedevo come alcuni operai ne tappavano i quattro lati da piano a piano con dei teli neri, mentre, nei corridoi del governo, si proteggeva l’impresa da ogni responsabilità.

Come venne poi dimostrato, tutti i partiti, dalla destra al socialismo,
avevano le mani nelle borse dei grandi gruppi economici.
Il Cile è un paese piccolo. Non sono molti. Ma erano sempre gli stessi. 

Tale fu la faccia tosta che il governo regalò dei buoni perché la gente facesse acquisti, buoni che potevano essere spesi solo nelle grandi imprese dei loro soci. Gli unici negozi che vendevano materiale da costruzione si misero d’accordo per aumentare i prezzi e offrire crediti a tassi da usurai. Nelle relazioni in cui veniamo presi in giro siamo invasi dalla sensazione che sia impossibile venirne fuori. 
Nel 2010 è accaduto qualcosa che è difficile descrivere a parole. Posso provarci raccontando i danni subiti dagli appartamenti comprati con mutui trentennali durante il cosiddetto boom, o truffa immobiliare. A differenza della solidità antica, nelle nuove costruzioni antisismiche la struttura si muove insieme al terremoto. L’edificio resiste. Ma non resistono le pareti, veri e propri pannelli, che si staccano dalla struttura in movimento e si spaccano. Così come i vetri, le piastrelle, i pavimenti. I contratti firmati obbligavano i proprietari e le proprietarie a continuare a pagare le rate di questi appartamenti che in un attimo si erano trasformati in luoghi estranei, senza più pareti, pavimenti o porte; una crepa li separava dalla tromba delle scale e dell’ascensore.

Non ci sono inchieste su cosa la gente abbia pensato o provato di fronte alla distruzione.
Visti da fuori sembrava fossimo rimasti illesi.  

Un anno dopo però ha preso il via la grande protesta studentesca* a favore dell’educazione gratuita, alla quale si sono aggiunti gli appelli per tutti i diritti calpestati dai governi democratici. Da ottobre 2019 a marzo 2020 è stata la volta dell’Estallido social con la più grande marcia nella storia del paese, più di 1 milione di persone. Le forze di polizia – in accordo tacito o esplicito con la colazione che ha guidato il processo di destituzione di Pinochet –  hanno sparato al volto dei manifestanti. Circa 350 persone hanno perso la vista

In quel periodo io vivevo già in Argentina e scrivevo un romanzo, o meglio, avviavo un processo che, dalle crepe della mia memoria, leggesse la strana deriva verso il futuro che aveva preso un gruppo di personaggi di sinistra, alcuni al governo, altri incarcerati durante la democrazia, altri ancora rimasti a guardare la facciata. Ogni volta che ne parlavo in Argentina c’era qualcuno che esprimeva ammirazione per il sistema cileno. Quello che ammiravano era l’ordine. Il 15 e il 16 maggio 2021, con l’elezione maggioritaria di candidati indipendenti dai partiti della colazione che ha governato il paese dopo la fine della dittatura, l’ordine si è finalmente rotto: le persone sono uscite fuori, hanno superato le facciate e hanno occupato le strade.

 

Cynthia Rimsky è una scrittrice cilena. IL suo primo romanzo pubblicato in Italia è Il futuro è un posto strano, tradotto da Silvia Falorni.

 

*L’antefatto è la Rivoluzione dei Pinguini, ovvero degli studenti delle scuole secondarie, avvenuta in Cile nel 2006 e raccontata nel romanzo grafico A sud dell’Alameda di Lola Larra e Vicente Reinamontes