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Una realtà imprenditoriale unica nel suo genere, un percorso editoriale tra due paesi, Italia e Cile, Edicola ediciones è una realtà atipica che appassiona i book blogger, di certo piace moltissimo a me, ecco perché qui faccio quattro chiacchiere con gli editori Paolo e Alice.

Edicola Ediciones è una casa editrice a cavallo tra due continenti, vi va di raccontarci come siete nati? 
Paolo: Edicola nasce nel 2013 dall’impossibilità per me all’epoca di trovare libri in italiano nelle librerie del Cile e da un’idea nata da una conversazione che ho avuto con mio padre, che gestiva l’edicola di famiglia a Ortona. L’impianto della casa editrice è stato la tesi di un Master in Editoria che ho frequentato, ma era già una realtà al momento della discussione. Dal 2015 abbiamo una sede legale anche in Italia, proprio nell’edicola di Ortona, che in questo modo è diventata la prima edicola con una casa editrice dentro.
Voi avete cinque collane, di cui una illustrata, come portate avanti il vostro lavoro e la vostra ricerca rispetto a queste cinque identità?
Paolo: La base del catalogo è la diversità. Quando si tratta di traduzioni l’obiettivo è cercare di far conoscere in un altro territorio voci lontane, come ad esempio quella di Nona Fernandez che abbiamo portato per primi in Italia con i romanzi Space Invaders e Chilean Electric o il fumetto Gli anni di Allende di Carlos Reyes e Rodrigo Elgueta, che hanno risvegliato in tanti lettori ricordi e passioni. Crediamo che il libro sia senza dubbio un prodotto ma principalmente uno strumento politico che può contribuire a colmare le differenze e a creare un pensiero cosciente, esseri umani che osservano, riflettono e deducono.  Per questo oltre alla qualità diamo preferenza a chi sviluppa uno stile proprio che lo rende riconoscibile, a chi narra storie oneste che appartengono a vite che possono risultare distanti dall’idea comune della quotidianità.
Il vostro progetto editoriale dunque attraversa un oceano e un emisfero, quali sono le principali differenze tra il mondo editoriale italiano e quello cileno?  
Paolo: Se penso a editori che danno la priorità alla qualità del catalogo, direi nessuna. A livello commerciale l’unica differenza sostanziale, oltre al numero dei potenziali lettori per paese [in Cile ci sono circa 18 milioni di abitanti] è il valore dell’IVA associata al libro, che in Cile è del 19% a differenza del 4% dell’Italia.
Edicola è una casa editrice piccina e con grande personalità, qual è la vostra presenza in libreria, riuscite ad avere lo spazio che vorreste?
Alice: Dipende dal tipo di libreria. Con le indipendenti cerchiamo un rapporto diretto, facciamo di tutto per conoscere personalmente i librai, ascoltarli, sostenere le loro iniziative, condividere il progetto di Edicola, raccontare i libri e gli autori. Dove possiamo e riusciamo organizziamo insieme delle attività, per incontrare anche i lettori. Con le librerie più grandi e di catena ovviamente tutto questo ci risulta più difficile. È anche una questione di selezione: generalmente nelle librerie indipendenti con le quali collaboriamo è presente tutto il nostro catalogo. Le grandi catene si focalizzano invece su singoli titoli.
Qual è il ruolo delle fiere editoriali per una realtà come la vostra? Ed è il medesimo sia in Italia che in Cile?
Alice: È appena terminata FILSA, la fiera del libro di Santiago del Cile, che dura 18 giorni. La più lunga tra quelle a cui partecipiamo. È faticoso, ma ogni volta che finiamo una fiera ci rendiamo conto di quanto è prezioso poter stare a contatto diretto con le persone. In fiera c’è chi è arrivato per comprare libri ma c’è anche chi è solo di passaggio (in Cile c’è un’espressione calzante per definire chi guarda e non compra, “la famiglia miranda”) ci sono i tuoi lettori fedeli e chi ancora non ti conosce, c’è chi è attirato dalle copertine affiancate sul banco, chi si ferma solo per fare due chiacchiere, chi compra d’impulso, chi ha bisogno di lunghe spiegazioni, chi vuole sapere di te e della tua vita (ma quindi voi vivete solo la primavera e l’estate?! non vi manca l’inverno? un po’ sì in effetti…) e chi consiglia i tuoi libri all’amico che lo accompagna. Tu guardi, ascolti, rispondi, spolveri, riordini, fai i conti. Ci sono dei momenti in cui ti annoi e degli altri in cui non puoi nemmeno prendere fiato, dei momenti in cui ti chiedi che cosa abbia allontanato quella persona, se il prezzo, il titolo, la quarta di copertina o la tua faccia, e degli altri in cui senti di aver fatto davvero un gran bel lavoro! Tutto questo è uguale, in Italia come in Cile. Quello che cambia sono i prezzi. Ad oggi partecipare a una fiera in Cile è molto più economico rispetto all’Italia.
Nel sito della casa editrice è dato uno spazio molto visibile ai vostri autori, si percepisce una grande attenzione per le voci che portate qui in Italia, come curate i vostri rapporti? 
Alice: La nostra dimensione ci permette di instaurare rapporti stretti, che spesso si trasformano in amicizie, momenti di vita che trascorriamo insieme, chiacchierate che non per forza hanno a che vedere con il mondo del libro. Edicola è nata grazie alla fiducia che i primi autori hanno scelto di accordare a Paolo e al progetto, ed è così ancora oggi.
Sapete che ho letto alcuni vostri libri e due voci in particolare mi hanno colpita, Ileana Elordi e Alejandra Costamagna, come le aveva scelte? Cosa vi ha conquistato della loro scrittura?
Paolo: Alejandra Costamagna è un ossimoro del silenzio, un metronomo allenato e variabile. Ileana Elordi, una calma apparente e una tempesta organizzata. Entrambe sono state letture che hanno acceso il desiderio. Il desiderio di averle in catalogo vada come vada, il desiderio di aver presente che certi tipi di drammi, con le dovute proporzioni, sono “universali” e che tutti abbiamo cicatrici che elaboriamo e affidiamo progressivamente all’oblio. E riflettono con il loro stile, l’eleganza di chi non spiattella un dolore e si conserva autentico, nonostante tutto.
Si avvicina dicembre e dobbiamo scrivere la lettera a Babbo Natale con i nostri desideri, vorrei qualche idea da voi, quali sono le vostre uscite più recenti o le prossime?
Paolo: Qui in Cile abbiamo appena pubblicato un alfabeto illustrato bilingue, in italiano e spagnolo. Le illustrazioni sono dell’artista cilena Francisca Yáñez, con la quale collaboriamo felicemente da diverso tempo. Francisca, una cui mostra è attualmente in esposizione a Sarmede all’interno della rassegna Le immagini della fantasia, è autrice di alcune nostre copertine e insieme ad Alice realizza laboratori nelle scuole.
L’Alfabeto illustrato arriverà in Italia un po’ dopo Natale, ma speriamo possa essere il regalo giusto per i ritardatari!
La comunicazione letteraria via web sembra essere una realtà, qual è il vostro rapporto con i social media e con i blogger? Crede davvero siano utili alla divulgazione?
Alice: Dedichiamo molta energia alla nostra comunicazione in generale e ovviamente utilizziamo anche i principali social network. Si tratta di strumenti sicuramente rapidi ed economici, ma non credo siano tra i più incisivi. Possono funzionare bene per costruire riconoscibilità e identità visiva o per “bombardare” con un messaggio, ma per la profondità del contenuto ci vuole sicuramente altro.
I blog, per esempio. Dove, per chi ha voglia di andare aldilà del titolo, c’è lo spazio e il tempo per trattare meglio un argomento.
I blog di letteratura sono spesso degli straordinari contenitori di informazioni e riflessioni. Chi se ne occupa è solitamente un lettore attento e raffinato, il cui gusto può non coincidere con quello del “grande pubblico”, ma che è capace di parlare a una propria nicchia generalmente molto fidelizzata.  Inoltre, i blogger, quelli bravi, ci aiutano a tenere alta l’asticella delle nostre scelte editoriali.
Ultima domanda, gli editori sono lettori? E se sì, leggono solo i libri che vorrebbero pubblicare o riescono a anche a spaziare nei cataloghi delle altre case editrici?
Alice: Personalmente riesco a leggere molto meno rispetto a qualche anno fa, ma ho sempre una lettura “di piacere” in corso. Dall’altro lato è stato grazie a questo lavoro che ho conosciuto più da vicino autori e case editrici di grandissima qualità. Spesso mi risulta difficile separare il gusto della lettura personale da un’analisi scrupolosa degli elementi del libro, come il formato, la carta, la cura redazionale, i testi di copertina, ma se il libro riesce a coinvolgermi totalmente, allora torno a essere “solo” una lettrice curiosa e vorace.
Grazie mille Alice e Paolo.
Written by Edicola