Alberto Bile Spadaccini (Napoli, 1987) ha tradotto, fra gli altri, Piedad Bonnett (Codice), Giuseppe Caputo (Polidoro), Gabriel Ferrater (Occam), Alfonsina Storni (Edicola), Carlos Ríos (Arcoiris), Tamara Tenenbaum (Fandango), Javier Tomeo (Occam), Leandro Ávalos Blacha (Wojtek). Per la traduzione de “Il mondo ha vissuto nell’errore” di Roberto Fontanarrosa (Del Vecchio), ha vinto il premio Letra Andalo nel 2022. Per la traduzione de “Il Gran Burundún-Burundá è morto” di Jorge Zalamea (Arcoiris) è stato finalista al Premio Mario Lattes, nel 2024. È autore di “Una Colombia. Canzone del viaggio profondo” (Polaris, 2017), “Viaggio in Sithonia. Cammino nella Grecia che non c’era” (Polaris, 2021), “In Colombia con Gabriel García Márquez. Senza forze di gravità” (Giulio Perrone, 2021) e del racconto “Hardcore soft porn” incluso in “Sciroccate. Storie di traverso dal sud”, a cura di Claudia Durastanti e Ubah Cristina Ali Farah (Tamu, 2023).





