Filsa

di Cecilia Raneri e Serena Talento

Nata nel 2013, Edicola ediciones è una casa editrice indipendente italocilena. Con due sedi separate da un oceano e poco più di una decina di migliaia di chilometri, una a Santiago del Cile e una a Ortona, in Abruzzo, Edicola è parte attiva del clima di intenso fervore culturale e creativo che sta attraversando il Cile. Dopo una lunga fase di transizione cominciata nel 1990 con la caduta del trentennale regime dittatoriale presieduto dal generale Augusto Pinochet Ugarte, il Cile democratico di oggi è infatti una realtà viva e in fermento, le cui iniziative culturali trovano nuovo sostegno nelle istituzioni pubbliche e che ha visto negli ultimi anni la nascita di una delle più importanti fiere dell’editoria indipendente non solo sudamericana, il cui nome è già di per sé un esplicito manifesto di intenti: La furia del libro.

Grafias ha incontrato i fondatori di Edicola, Paolo Primavera e Alice Rifelli, con i quali ha parlato della loro impresa editoriale e di cosa significa oggi fare editoria in Cile.

Cominciamo da una definizione che abbiamo sentito più volte associata al vostro lavoro. Cosa significa che Edicola è una “casa editrice garibaldina”?

La definizione di “casa editrice garibaldina” è stata coniata da un giornalista di Ortona, la cittadina abruzzese dove tutto è iniziato, e noi l’abbiamo fatta nostra. Garibaldina è quell’impresa avventurosa e un po’ spavalda, che magari parte in modo avventato (e in effetti chi si metterebbe oggi a fare editoria se dovesse deciderlo in modo ponderato?), ma che viene portata avanti con grande entusiasmo e convinzione.

Oggi Edicola è una casa editrice che vive e pubblica tra due mondi, una realtà in evoluzione, ma con una chiara identità.

Qual è l’identità di cui parlate?

Quella di una casa editrice moderna, dalla struttura leggera e flessibile, in continuo movimento, che cresce come una vera e propria famiglia. Che può godere del confronto tra due realtà molto distanti, che conosce le regole del mercato editoriale e, trovandone alcune buone e altre molto meno, si interroga sul modo in cui fare libri e cultura in modo innovativo.

Edicola pubblica i propri libri, in edizioni cartacee e ebook, in italiano e in spagnolo, e in inglese esclusivamente in formato elettronico. Si tratta dunque di un progetto ricco e articolato: in che modo coniugate la spinta verso l’innovazione con la qualità e il valore di un progetto editoriale indipendente?

Ci proviamo sin dalla ricerca dei formati. Edicola pubblica libri sottili e dal prezzo contenuto. Lo facciamo per essere coerenti con le modalità di lettura di oggi, sempre più frammentate e veloci. Lo facciamo per avvicinare chi ha poca confidenza con i libri e potrebbe sentirsi scoraggiato di fronte a testi molto corposi. E lo facciamo infine per agevolare la “portabilità” dell’oggetto libro, che così può seguire più facilmente il lettore in ogni momento libero della sua giornata.

La sfida più importante per la nostra casa editrice è trovare contenuti “grandi” capaci di star dentro forme “piccole”.

A molti lettori capita di finire un libro di Edicola e ricominciarlo subito daccapo, a conferma del fatto che è nella botte piccola che sta il vino migliore, da assaporare una volta e poi ancora, ancora, ancora…

Qual è la linea che detta le vostre scelte editoriali e come individuate i libri o gli autori da pubblicare?

Sia in Italia che in Cile diamo spazio ad autori emergenti, pubblicandoli sia nella loro lingua che in traduzione.

Edicola vuole costruire un ponte di cultura tra Italia e Cile. Questo significa esplorare la cultura e la letteratura di entrambi i paesi e tradurre quello che ci sembra più significativo, “esportabile” e soprattutto bello.

Dal Cile stiamo portando in Italia il meglio della letteratura contemporanea, soprattutto femminile, tra cui ad esempio le scrittrici Nona Fernández e Alejandra Costamagna, oltre che una selezione attenta di poeti come Jaime Huenún e Elvira Hernández.

Con la novela gráfica Gli anni di Allende, che racconta i mille giorni più intensi della storia del Cile, dall’elezione di Salvador Allende a presidente della Repubblica fino al colpo di stato di Augusto Pinochet, abbiamo voluto rendere omaggio al coraggio e alla forza di volontà di milioni di persone che hanno creduto e lottato per un Cile democratico.

Per quello che riguarda gli autori italiani, Edicola va alla ricerca di racconti (pubblicati nella collana Media Hora) e romanzi brevi (Un tango per Victor di Lorenzo Mazzoni ha dato il via alla collana Lo Stivale).

Cerchiamo una forte identità della scrittura e il racconto di vicende in cui il lettore può immedesimarsi. Cerchiamo soprattutto autori con cui costruire un dialogo, condividere uno scambio, consolidare un rapporto a lungo termine.

L’attività di scambio tra Italia e Cile di cui parlate non si limita al solo lavoro editoriale. Edicola è impegnata anche nelle scuole, dove organizza laboratori e incontri con gli autori.

Sì, è un tipo di esperienza nel quale crediamo e che ci coinvolge molto. Ad aprile, in concomitanza con la Children’s Book Fair di Bologna, abbiamo accompagnato l’illustratrice cilena Francisca Yañez in alcune scuole per una serie di laboratori rivolti agli studenti delle elementari e medie: le attività erano indirizzate a promuovere una riflessione sull’integrazione tra culture diverse e all’esplorazione dell’arte latinoamericana.

A maggio si è svolto invece il momento finale di un percorso che per oltre 60 studenti di 12 e 13 anni ha accompagnato l’intero anno scolastico: la lettura guidata del libro Space Invader di Nona Fernández, romanzo breve che racconta il periodo della dittatura cilena dal punto di vista di un gruppo di ragazzini. A quest’incontro in realtà seguirà ancora un ulteriore evento durante il quale i ragazzi si confronteranno in videoconferenza con l’autrice cilena.

Il Cile contemporaneo sta vivendo un periodo estremamente intenso non solo dal punto di vista del rinnovamento democratico ma anche e soprattutto dal punto di vista dell’iniziativa culturale. Com’è essere immersi in questo clima di fervore e rinascita?

Oggi il Cile è un paese moderno, ma ovviamente pieno di contrasti. La maggior parte della popolazione vive concentrata nella capitale Santiago, che tutt’intorno è circondata da infiniti spazi vuoti che vanno dalle distese desertiche del nord ai ghiacciai patagonici del sud.

È un paese che soffre ancora delle ferite inferte da una drammatica dittatura ma nel quale si respira un’aria di rinnovamento, creatività e fermento.

Il settore della cultura gode di buoni investimenti da parte dello Stato, il sistema delle biblioteche sta crescendo per permettere l’accesso ai libri e alla lettura nelle zone più isolate e impervie del paese.

Agli occhi di chi è nato nel vecchio mondo, il Cile è un paese giovane e dinamico, nel quale l’esplorazione di strade e linguaggi nuovi non è più solo possibile, ma anche promossa e sostenuta. Tutto questo naturalmente si riflette nell’opera di scrittori e poeti e nel modo stesso di fare libri.

Edicola fa parte della cooperativa La furia che raccoglie oltre 35 case editrici indipendenti e che gioca un ruolo fondamentale nel panorama editoriale cileno. Ci potete spiegare di cosa si tratta?

La cooperativa La furia è composta da 35 case editrici di diverse dimensioni, con affinità di catalogo, una grande attenzione all’estetica del libro e rapporti diretti, costanti e personali con gli autori.

Insieme alle altre tre associazioni di editori presenti in Cile – Cámara chilena del libro, Editores independientes, Universitarios y autónomos de Chile –, la cooperativa di editori La furia ha un ruolo attivo nella politica del libro cileno. Fa parte dei tavoli di negoziazione che definiscono le strategie di promozione della lettura, di internazionalizzazione di libri e autori cileni e del protocollo di organizzazione del Salone internazionale del libro di Santiago (FILSA).

A due anni dalla sua nascita, La furia è un organismo collettivo di grande valore per la difesa della diversificazione della produzione editoriale.

Da quattro mesi, la cooperativa può contare anche su una propria libreria e un proprio sistema di distribuzione.

Anche in Cile, come in Italia, la distribuzione tradizionale sottrae elevate percentuali alle casse delle case editrici e riduce sempre più i tempi di permanenza di un libro sugli scaffali delle librerie. Invece, grazie al sistema di distribuzione gestito in modo autonomo, le case editrici della Furia potranno vedere il proprio guadagno aumentare quasi del 15% insieme alla possibilità di fare nuovi investimenti in libri e attività.

È interessante sottolineare che tutto questo sta succedendo in un paese, il Cile, nel quale l’iva sul libro è una delle maggiori al mondo: il 19%, contro il 4% vigente in Italia. Tra le prossime battaglie della cooperativa ci sarà proprio quella per l’abbattimento dell’iva sui prodotti editoriali, insieme all’istituzione del prezzo fisso di copertina, alla formazione di piccole biblioteche in zone rurali – che potranno beneficiare di una parte delle tirature di ogni casa editrice affiliata – e alla creazione di nuove fiere del libro anche in regioni lontane dalla capitale.

Mentre La furia è la cooperativa di editori indipendenti, La furia del libro è una tra le più importanti fiere del libro del Sudamerica e quest’anno festeggerà la sua decima edizione.

Nata da un’idea di Galo Ghigliotto, editore di Cuneta, La furia del libro si pone gli stessi obiettivi della cooperativa: promuovere l’incontro tra editoria indipendente e lettori, sostenere l’editoria cilena, dare visibilità a libri che difficilmente arrivano in libreria e offrire anche ad autori che vivono lontani dalla capitale la possibilità di farsi conoscere.

A differenza del Salone internazionale del libro di Santiago, La furia del libro è molto più accessibile e redditizia per i piccoli e medi editori: il costo molto basso degli stand, meno di 100 euro, l’entrata gratuita per il pubblico e il fatto che le attività siano tutte concentrate in 4 giorni garantiscono ampio pubblico e buone vendite.

 

Pubblicato in Grafias, altri mondi letterari.

 

Written by Edicola